Un passato ultracentenario, un presente che ha sposato l’approccio green con l’attenzione alle nuove tecnologie per dar vita alla cantina 4.0 e un futuro da vivere con ottimismo, grazie alla ripresa delle vendite nel canale horeca di bar e ristoranti e al ritorno dell’export, in particolare verso i mercati delle Russie, della Cina e in generale dell’Est. E la fotografia di Casa Toso, azienda di Cossano Belbo guidata da Gianfranco Toso con il fratello Pietro e il cugino Massimo, la cui storia si intreccia da quattro generazioni alla tradizione piemontese del vino e alle sue terre più vocate.
Alle rinomate etichette di bianchi, rossi e spumanti, spicca nel portfolio un prodotto molto amato della tradizione piemontese: il Toccasana di Teodoro Negro, l’originale amaro delle Langhe che ha da poco celebrato 50 anni dalla nascita e il cui fascino è rimasto immutato grazie alla sua ricchezza di profumi e alla moderata alcolicità. Un vero classico della tradizione custodito da Casa Toso, che racchiude, oggi come allora, tutti i sentori delle 37 erbe che lo compongono. La storia del Toccasana affonda le radici nel territorio astigiano, dove da sempre è diffuso il sapere delle erbe e della farmacopea casalinga. Teodoro Negro, appassionato di erbe, inizia a studiarle, raccogliendole e catalogandole minuziosamente, fino ad aprire una propria erboristeria.

Con l’obiettivo di approfondire la conoscenza terapeutica, frequenta prima il monastero dei Padri Scolopi di Carcare, per poi diplomarsi, e fu tra i primi in Italia, in erboristeria all’Università di Pavia nel 1940. Tornato a casa, Teodoro Negro cominciò a elaborare nel laboratorio erboristico di Cessole il suo Toccasana con le erbe – tra cui achillea moscata, anice verde, basilico, melissa e menta piperita – principalmente piemontesi, raccolte in montagna e nelle Langhe. La sua diffusione fu particolarmente capillare nella Langa astigiana, in quella albese e nell’entroterra Savonese. Oggi, grazie all’impegno della cantina Toso, il Toccasana è conosciuto e apprezzato anche oltre confine. Ma il segreto resta intatto: «Nella sede di Cossano Belbo dove l’amaro viene prodotto, si può incontrare il discendente diretto di Teodoro Negro, Valter Porro, che custodisce gelosamente l’antica ricetta» dicono dalle cantine Toso. Per custodire e raccontare il fascino di questa suggestiva tradizione, c’è anche una intera sezione del Museo Enologico Toso, con la ricostruzione dell’ambiente dedicato alla produzione del Vermouth e dei liquori.
Oggi Toccasana si presta ad aprire e a chiudere i momenti di convivialità a tavola: l’amaro di Teodoro Negro è intensamente connotato da sentori eterei di erbe e spezie dolci e, in soli 21 gradi di alcool, regala un gusto inconfondibile che conduce senza forzature di sapore dalle sensazioni alcoliche morbide e avvolgenti al piacevole retrogusto amarognolo delle erbe digestive. Conferisce una immediata sensazione di leggerezza al fine pasto, momento preferito per servirlo liscio o caldo con una scorzetta di limone, oppure in versione mixology.
Toccasana di Teodoro Negro, infatti, rivela una moderna attitudine al bere miscelato e con le sue note amaricanti si presta alla reinterpretazione anche dei cocktails più classici.
La ricetta
La ricetta erboristica con ben 37 diverse erbe, tuttora alla base di Toccasana, nacque a inizio Novecento nel laboratorio erboristico di Teodoro Negro a Cessale (Asti). La diffusione fu particolarmente capillare nella Langa astigiana, in quella albese e nell’entroterra savonese. Oggi, grazie all’impegno della cantina Toso è conosciuto e apprezzato anche oltre confine.
