{"id":7714,"date":"2021-07-15T14:36:00","date_gmt":"2021-07-15T14:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/toso.it\/?p=7714"},"modified":"2022-02-11T16:39:16","modified_gmt":"2022-02-11T16:39:16","slug":"tradizione-e-qualita-cosi-le-cantine-toso-si-sono-bevute-la-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/toso.it\/en\/tradizione-e-qualita-cosi-le-cantine-toso-si-sono-bevute-la-crisi\/","title":{"rendered":"Tradizione e qualit\u00e0, cos\u00ec le Cantine Toso si sono bevute la crisi"},"content":{"rendered":"<p>Fatturato in aumento nell&#8217;anno dei ristoranti chiusi per l&#8217;azienda ultracentenaria che esporta fino al 70%<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 di cento annidi storia, lavorazioni artigianali, azienda a conduzione familiare che produce e serve il settore dell&#8217;horeca, l&#8217;hotellerie, la ristorazione, il catering e le enoteche, cio\u00e8 il settore che di fatto non ha lavorato per un anno. Sembra il profilo paradigmatico di una delle migliaia di realt\u00e0 italiane messe in ginocchio dalla pandemia e dalle regole con le quali si \u00e8 creduto di contrastarla. Per capire di essere di fronte a una storia totalmente diversa basta invece dare un&#8217;occhiata al bilancio delle Cantine Toso che chiude il 2020 addirittura con un lieve rialzo, sui 40 milioni di euro di fatturato. O a quello che \u00e8 gi\u00e0 l&#8217;avvio del 2021, dove non sono ancora i numeri a parlare ma i fatti, le cose concrete. I dettagli che possono apparire solo curiosit\u00e0 che rendono l&#8217;idea. Perch\u00e9 se l&#8217;azienda oggi ha una difficolt\u00e0 \u00e8 semmai quella di riuscire a trovare le bottiglie e i cartoni per stare al passo con la produzione. <\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 che usare tecniche da sommellier per \u00abdegustare \u00bb e scoprire i piccoli e grandi segreti del successo di un&#8217;azienda ultracentenaria che il fondatore Vincenzo Toso trasfer\u00ec dall&#8217;Astigiano a Santo Stefano Belbo, nel Cuneese, dove poi si \u00e8 stabilita definitivamente portando nel 1993 la sede a Cossano. Altre terre, altri vitigni, ma due esperienze e due realt\u00e0 messe insieme per una gamma di prodotti completi. Eppure non \u00e8 qui il segreto. Occorre parlare con Gianfranco Toso &#8211; che con il fratello Pietro e il cugino Massimo rappresenta la quarta generazione alla guida delle Cantine &#8211; per capire che le cose a cui tengono di pi\u00f9 sono anche quelle che fanno la differenza, Il primo particolare che racconta, quasi d&#8217;istinto, \u00e8 la \u00abraccolta\u00bb delle materie prime. Dell&#8217;uva naturalmente, ma anche di tutte le erbe usate per prodotti particolari come il Vermouth di Torino Superiore Gamondi, storico e prestigioso marchio, prodotto della tradizione, che Toso rispetta e fa riscoprire. \u00abSulle erbe riscontriamo una grande curiosit\u00e0 nel corso delle visite che vengono fatte in cantina. Tutti i clienti restano affascinati dal fatto che curiamo tutta la filiera, i coltivatori come i raccoglitori delle essenze selvatiche &#8211; sottolinea Gianfranco Toso. Per tutti i nostri prodotti, e qui penso anche al genepy o all&#8217;artemisia, potremmo usare aromi artificiali, ma non sarebbe la stessa cosa. Ovviamente il costo \u00e8 superiore, ma i nostri clienti preferiscono spendere qualcosina in pi\u00f9, ma trovare la qualit\u00e0\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>E a proposito di Vermouth, c&#8217;\u00e8 anche un forte profumo di Liguria nelle Cantine Toso, che del resto rappresentano la tradizione piemontese in ogni goccia.  \u00abPer quanto riguarda gli agrumi, in particolare l&#8217;arancio amaro, usiamo il chinotto di Savona &#8211; rivela Toso. In Piemonte non abbiamo altrettanta disponibilit\u00e0 e allora puntiamo su questo prodotto di una terra come la Liguria che da sempre \u00e8 a noi legata a doppio filo. I chinotti vengono acquistati quando sono ancora verdi, che \u00e8 il momento in cui offrono il massimo dell&#8217;aroma, poi lavorati dalle donne della nostra azienda. Le bucce regalano proprio l&#8217;aroma, e la parte bianca subito sotto quel gusto amaro che \u00e8 essenziale\u00bb. La selezione delle erbe \u00e8 poi fondamentale per un altro prodotto di eccellenza, un&#8217;altra storia a s\u00e9. \u00c8 il caso del Toccasana di Teodoro Negro, l&#8217;originale liquore delle Langhe prodotto con ben 37 diverse erbe, che affascina per la sua ricchezza di profumi e la moderata alcolicit\u00e0. Lasciare il nome del suo \u00abcreatore\u00bb non \u00e8 solo una questione \u00abcommerciale\u00bb o un semplice ma doveroso atto di deferenza. Perch\u00e9 le Cantine Toso sono talmente attente al rispetto delle tradizioni che il discendente diretto di Teodoro Negro lavora tuttora nell&#8217;azienda di Cossano. <\/p>\n\n\n\n<p>La gamma dei prodotti Toso ovviamente per\u00f2 non pu\u00f2 che rendere omaggio alla tradizione di famiglia, a quello che fu l&#8217;inizio della storia. Dopo l&#8217;intuizione di Vincenzo, altri uomini della famiglia hanno preso le redini dell&#8217;azienda, ma tutti sono rimasti fedeli a quella scelta iniziale: quella di dedicare al moscato e ai suoi vini tutto l&#8217;impegno possibile, cogliendo tutte le sfide produttive, fino alla pi\u00f9 recente. Negli ultimi mesi del 2017, ha debuttato infatti sul mercato l&#8217;Asti Secco Docg Toso, un prodotto innovativo, ovviamente senza solfiti aggiunti, un nuovo spumante secco prodotto da uva moscato, di cui mantiene le caratteristiche note aromatiche. Prodotti che girano il mondo e che, proprio grazie alla grande incidenza dell&#8217;export sulla produzione pari a circa il 70%, hanno garantito un&#8217;ottima resilienza commerciale nel corso della pandemia. L&#8217;azienda ha registrato nel 2020 una crescita del 20% sui mercati esteri ed \u00e8 presente in oltre 40 paesi nel mondo, con dati particolarmente interessanti in Europa dell&#8217;Est e Francia, seguiti da Belgio, Olanda, Norvegia, Spagna, Svizzera, Cina, Giappone, Africa centrale, America centrale. <\/p>\n\n\n\n<p>Altro elemento chiave nell&#8217;attivit\u00e0 delle cantine Toso sta nel passaggio dalla cura artigianale di ogni acino d&#8217;uva alla produzione industriale. Per mantenere lo stesso standard di qualit\u00e0 anche sulla quantit\u00e0, gli esperti enologi di casa Toso seguono sul campo tutto il ciclo di vita dell&#8217;uva e verificano costantemente che le condizioni in vigna siano le pi\u00f9 corrette per ottenere una materia prima di alta qualit\u00e0. Questo succede nelle aziende agricole di propriet\u00e0 della famiglia Toso (30 ettari totali) cos\u00ec come nelle vigne dei 130 viticoltori fornitori che ogni anno dopo la vendemmia portano le loro uve nella cantina di Cossano Belbo. I tecnici Toso lavorano in stretta sinergia con i viticoltori e anche questo \u00e8 ormai un rapporto di lunga data, un legame di collaborazione che continua da generazioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la vendemmia, che si svolge rigorosamente a mano, perch\u00e9 il terreno in prevalenza collinare non consente l&#8217;ausilio di mezzi meccanici, i grappoli vengono trasportati alla storica casa spumantiera, dove lo staff tecnico esegue i controlli fisico-estetico e analitico delle uve, prima che vengano versate nella grande tramoggia per cominciare il processo di vinificazione dalla pressatura. Stessa cura maniacale anche per tutti gli altri prodotti della linea, dal Brachetto d&#8217;Acqui alla Barbera d&#8217;Asti, dal Dolcetto d&#8217;Alba al Piemonte Cortese, dal Langhe Arneis al Nebbiolo d&#8217;Alba fino a sua maest\u00e0 il Barolo e al Barbaresco. Senza dimenticare altri due vini \u00abimportati\u00bb dal vicino Oltrep\u00f2 come la Bonarda e dai colli friulani come il Prosecco. <\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 poi una \u00abdegustazione\u00bb che Gianfranco Toso proprio tiene a sottoporre all&#8217;attenzione di tutti, di chi visita la cantina e di chi si interessa a questa \u00abindustria artigianale\u00bb, perch\u00e9 la sente come un fiore all&#8217;occhiello. L&#8217;attivit\u00e0 delle cantine Toso ha un altro punto dimriferimento che \u00e8 la sostenibilit\u00e0 ambientale. \u00abAbbiamo totalmente escluso l&#8217;uso del combustibile fossibile per le nostre lavorazioni &#8211; assicura con orgoglio -. Non solo, sui nostri spazi produciamo 600 kilowatt di energia fotovoltaica, che non garantisce ancora tutto il nostro fabbisogno ma lo abbatte del 40 per cento\u00bb. Tanti piccoli segreti che rendono \u00abnaturale\u00bb in tutti i sensi il successo delle Cantine Toso.\u00a0\u00a0ora tutto il nostro\u00a0 fabbisogno ma lo abbatte del 40\u00a0 per cento\u00bb. Tanti piccoli segreti\u00a0 che rendono \u00abnaturale\u00bb in\u00a0 tutti i sensi il successo delle\u00a0 Cantine Toso.\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Curiamo i prodotti dalla raccolta all&#8217;utilizzo e ci produciamo anche l&#8217;energia azzerando l&#8217;uso di combustibili fossili.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fatturato in aumento nell&#8217;anno dei ristoranti chiusi per l&#8217;azienda ultracentenaria che esporta fino al 70% Pi\u00f9 di cento annidi storia, lavorazioni artigianali, azienda a conduzione familiare che produce e serve il settore dell&#8217;horeca, l&#8217;hotellerie, la ristorazione, il catering e le enoteche, cio\u00e8 il settore che di fatto non ha lavorato per un anno. 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